martedì 27 ottobre 2009

Novità: LA POLITICA COLONIALE DEL REGNO D'ITALIA


Italia “potenza” imperialista in Africa. Con questo breve saggio, Marco Iacona indaga le vicende fallimentari della politica coloniale italiana nel periodo liberaldemocratico, dal 1882 al 1922, cioè dall’acquisizione della baia di Assab sulla costa meridionale del Mar Rosso (inizio di una lunga e complessa vicenda coloniale), alle origini dell’era fascista.
Le scelte e dei governi sottoposti alla guida di Francesco Crispi e di quelli presieduti da Giovanni Giolitti, nei modi, tuttavia, non si paleseranno affatto diverse rispetto alle opzioni del ventennio fascista. Uno dei giudizi finali di una vicenda che non ha mai smesso di far notizia, sarà infatti quello di un’Italia liberale che, in Africa, farà proprie le stesse opere di “convincimento” di una sorella fascista che, non troppo tardi, avrebbe occupato un posto che riteneva il “proprio”. Così gli annunci mussoliniani del 5 maggio del 1936, relativo alla cessazione della guerra d’Etiopia e quello successivo del 9 maggio, proclamazione del’impero “sui colli fatali di Roma”, non faranno altro che “consacrare” una vicenda di lacrime, sangue e sudore, di fatto lunga più di mezzo secolo.



Marco Iacona
LA POLITICA COLONIALE DEL REGNO D'ITALIA 1882-1922)
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-89756-68-3]
Pagg. 96 - € 8,00

http://www.edizionisolfanelli.it/politicacoloniale.htm

lunedì 24 agosto 2009

Dal primo capitolo del libro di Michele Sakkara: "Leni Riefenstahl"

Il Cinema mondiale in occasione della scomparsa di Leni Riefenstahl, si inchina riverente davanti alla Salma di colei che deve doverosamente essere ricordata per i suoi geniali film, divenuti fondamentali nella storia del cinema.

Questo l’epitaffio dovuto alla grandezza di colei che con immagini di soggiogante bellezza aveva raggiunto magistralmente effetti spettacolari in: Der Sieg des Glaubens (1933), Tag des Freiheits (1935), Triumph des Willens (1936), e nel famosissimo e insuperato Olympia (1938).
Invece, i mezzi di informazione hanno dato notizia della sua morte in maniera faziosa, fino allo scadimento più squallido e rispolverando vecchi commenti di denazificazione, come:

Signora, non è un delitto essere andata a letto con Hitler. Vogliamo solo sapere se era sessualmente normale... (Interrogatorio degli americani, 1946)

Nata a Berlino il 22 agosto 1902, Hèléne Bertha Amalie Riefenstahl apparteneva alla media borghesia, essendo figlia di un uomo d’affari titolare di una Azienda che produceva impianti di riscaldamento.
Fin dalla prima adolescenza aveva rivelato grande interesse per il mondo artistico studiando pittura e danza classica, nonostante l’opposizione della famiglia. Negli anni 1923-26, il suo talento di ballerina la condusse alla ribalta facendola notare da Max Reinhardt, che la fece danzare in varie città europee come Praga, Zurigo e, naturalmente, Berlino. Nella capitale tedesca, la Riefenstahl conobbe Arnold Fanck, che stava cercando una giovane attrice in grado di interpretare la figura di una ballerina, appassionata della montagna. Subito la scritturò come protagonista del suo film Der heilige Berg (1926), nel cui prologo ella eseguiva la "Danza del mare", un ballo di gusto espressionistico.
La scoperta del cinema e della montagna (Fanck era un regista specializzato in film a base di arrampicate e cime nevose), distolsero la Riefenstahl dalla danza, e da allora divenne attrice e interpretò film sempre diretti da Fanck.
Der grosse Sprung (1927) e Der weisse Rausch (1931) appartenevano al genere della commedia leggera, mentre S.O.S. Iceberg (1933) girato in Groenlandia (co-regia di Tay Garnett per la versione in lingua inglese), era di genere drammatico.
Ma il più famoso in assoluto per il successo ottenuto, che portò grande notorietà a lei e alla sua bruna bellezza sportiva, fu Die weisse Hölle von Piz Palü (1929), regia di George W. Pabst, con Güstav Diessl.
Das Blaue Licht (La bella maledetta), oltre che per il suo frequente luminoso fascino visivo, fu il film notato soprattutto per la maestria del montaggio.
Sulla suggestione esercitata dai meravigliosi paesaggi alpestri e dai volti dei montanari, si basava il primo film da lei diretto (con la collaborazione di Hans Schneeberger per la parte tecnica), nel 1932. Suoi erano anche soggetto, sceneggiatura e produzione e per l’occasione aveva appositamente costituita una Casa di produzione.
Era la trasposizione cinematografica di una popolare leggenda dolomitica: una vivissima luce brillava in una grotta di cristallo e solo Junta (ragazza selvaggia e misteriosa) conosceva il sentiero per raggiungerla, fino a quando un pittore scopriva il segreto e lo rivelava ai superstiziosi abitanti del villaggio, provocando la morte della ragazza che precipitava in un burrone.

lunedì 1 giugno 2009

Novità: GUARDIA DI FERRO. La Legione dell'Arcangelo Michele, di Paolo Rizza


Nato al di fuori dei consueti e convenzionali schemi classificatori propri della politologia corrente, il Legionarismo romeno si profila come perfetta sintesi fra le ragioni di una aristocratica milizia civile e i canoni di una rigorosa disciplina spirituale.
La singolarità dell'esperienza che ha animato le vicende della Legione e del suo Capo, si riflette nel riconoscimento del primato della vocazione ad una spiritualità cristianamente vissuta sulle multiformi contingenze politiche.
La denuncia del materialismo moderno e delle sue coerenti manifestazioni ideologiche, è la principale connotazione dottrinaria di uno straordinario fenomeno che, a dispetto dei polemici silenzi e dei faziosi travisamenti perpetrati dalla cultura dominante, serba nitidamente i caratteri di una incomparabile testimonianza ideale.

http://www.edizionisolfanelli.it/guardiadiferro.htm

Paolo Rizza
GUARDIA DI FERRO
La Legione dell'Arcangelo Michele
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-89756-62-1]
Pagg. 80 - € 7,00

lunedì 11 maggio 2009

PICCOLA STORIA DEL LIBANO: recensione di Arduino Rossi

Gli errori compiuti dell'Occidente dall'intervento francese alla fine dell'Ottocento,sin ad oggi.
Gli errori erano in un atteggiamento, che lo scrittore definisce giacobino, avvero nel mancato riconoscimento della forte presenza Maronita e cristiana in genere, nell'atteggiamento laicista, che impedì il costituirsi di uno Stato Maronita e cristiano.
Fu scelto la fusione e la confusione etnica come strategia, per non creare problemi con i vicini arabi.
Già nel 1860 i tentativi di autonomia della regione terminarono in eccidi di Maroniti da parte dei Drusi con la complicità degli Ottomani, cui l'intervento militare francese arrestò.
Si posero così le basi dello sviluppo economico per i cristiani, lasciando invece in condizioni arretrate le componenti islamiche.
Proprio per la presenza dei Drusi e degli sciiti, gruppi religiosi islamici differenti rispetto ai sunniti, si crearono situazioni di una frammentazione etnica, tanto catastrofica per il Paese.
La fine dell'impero Ottomano e la separazione della Siria provocò tensioni ancora attuali, oltre alla guerra civile della fine degli anni Ottanta del Novecento.
Si può dire, che giustamente, l'autore incolpa l'ambiguità dell'Europa, in particolare della Francia, con il suo atteggiamento contraddittorio, che impedì il sorgere di uno Stato cristiano a maggioranza Maronita, senza l'annessione di zone islamiche.
Si può dire che certi errori diplomatici e strategici l'Occidente li stia pagando e facendo pagare ancora alle minoranze non islamiche mediorientali.

Arduino Rossi

http://www.sololibri.net/Piccola-storia-del-Libano-Dal.html

lunedì 9 marzo 2009

IMPORTANTE EVENTO ALLA CATTOLICA: GIUSTIZIA PER I SUPERSTITI DELLE FOIBE

MILANO (Adnkronos). La presentazione del libro di Rossana Mondoni Sopravvissuto alle foibe, editore Solfanelli, che narra, sotto forma di una lunga ed emozionante intervista, la vicenda di Graziano Udovisi, l’italiano che riuscì a salvarsi dopo essere stato gettato in una foiba a Pola, aprirà l’importante seminario di studi che l’Università Cattolica del Sacro Cuore ha deciso di dedicare al dramma delle terre orientali italiane.
Il seminario ha per titolo: «Il sacrificio degli istriani, fiumani e dalmati per rimanere italiani. L’azione dell’Unione Europea per il loro diritto a vivere nella terra natìa».
L’importante evento è organizzato dal Dipartimento di Scienze Politiche della Cattolica, diretto dal professor Massimo De Leonardis, ordinario di Storia delle relazioni e delle istituzioni internazionali, che presiederà i lavori, il cui inizio è previsto per mercoledì 11 marzo alle ore 15 nella Cripta Aula Magna. Dopo il saluto dell’on. Lucio Toth, presidente dell’Assocazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, e la presentazione del volume, che vedrà gli interventi dell’autrice, professoressa Rossana Mondoni, e del prefatore, lo storico Luciano Garibaldi, si alterneranno al microfono noti e qualificati esponenti della comunità degli esuli, come Massimiliano Lacota, presidente dell’Unione degli Istriani, e Marino Micich, direttore del Museo storico di Fiume a Roma, oltre a illustri docenti quali Maurizio Maresca, ordinario di Diritto Internazionale ed Europeo nell’Università di Udine, Augusto Sinagra, ordinario di Diritto dell’Unione Europea a «La Sapienza» di Roma, Giulio Vignoli, docente di Diritto delle Comunità Europee all’Università di Genova.
Scopo del convegno, infatti, è quello di esaminare che cosa l’Europa oggi può e deve fare perché gli esuli e i loro figli ed eredi vengano in qualche modo ripagati delle gravissime ingiustizie e dei torti subìti negli anni del dopoguerra.
Contestualmente al seminario, nei locali adiacenti alla Cripta, sarà allestita la mostra «Conoscere per ricordare»: pannelli a colori sulle foibe e l’esodo giuliano-istriano-dalmata.

giovedì 19 febbraio 2009

Seminario di studi alla Università Cattolica del Sacro Cuore (Mercoledì 11 marzo 2009)

FACOLTÀ DI SCIENZE POLITICHE
DIPARTIMENTO DI SCIENZE POLITICHE
Seminario di studi

Il sacrificio degli istriani, fiumani
e dalmati per rimanere italiani.
L’azione dell’Unione Europea
per il loro diritto a vivere
nella terra natìa


In collaborazione con
Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
Comitato di Milano


Mercoledì 11 marzo 2009
Cripta Aula Magna, ore 15.00
Università Cattolica del Sacro Cuore
Largo A. Gemelli, 1 - 20123 Milano
FACOLTÀ DI SCIENZE POLITICHE
DIPARTIMENTO DI SCIENZE POLITICHE

Presiede
Prof. MASSIMO DE LEONARDIS
Ordinario di Storia delle relazioni e delle istituzioni internazionali,
Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche

Saluto dell’On. LUCIO TOTH
Presidente nazionale dell’Associazione Nazionale
Venezia Giulia e Dalmazia

Relazioni

Presentazione del volume
ROSSANA MONDONI, Sopravvissuto alle foibe,

Solfanelli, Chieti, 2009
presente l’Autrice ed il prefatore LUCIANO GARIBALDI

La nuova Europa e l’esodo dei giuliano-dalmati
MASSIMILIANO LACOTA
Presidente dell’Unione degli Istriani
e della Libera Provincia dell’Istria in esilio

La posizione dell’Unione Europea nella
riaffermazione dei diritti umani, con particolare
riguardo ai diritti degli esuli

Prof. MAURIZIO MARESCA
Ordinario di Diritto internazionale ed europeo
Università di Udine

Far conoscere per far ricordare
Dott. MARINO MICICH
Presidente Associazione per la Cultura
Fiumana, Istriana e Dalmata nel Lazio,
Direttore Archivio Museo Storico di Fiume in Roma

Iniziative future
Prof. AUGUSTO SINAGRA
Ordinario di Diritto dell’Unione Europea
Università di Roma “La Sapienza”

Italiani dimenticati ... in Patria
Prof. GIULIO VIGNOLI
già Docente di Diritto delle Comunità Europee
e Organizzazione internazionale, Università di Genova

Contestualmente al Seminario,
nei locali adiacenti alla Cripta,
sarà allestita la mostra
CONOSCERE PER RICORDARE
Pannelli a colori sulle foibe e l’esodo
Giuliano-Istriano-Dalmata